12 Ottobre 2013IL DISAGIO DELLA CULTURA NELLA NOSTRA MODERNITÀ

Milano - Palazzo Cusani, sala Radetzky, via Brera, 13/15Convegno Nazionale di Psicoanalisi organizzato da Nodi Freudiani: Il Disagio della cultura nella nostra modernità. Il convegno è stato documentato dall’artista Ilaria Borraccino cha ha allestito uno spazio-mostra all’interno dell’evento in oggetto. Di seguito il curriculum scaricabile in pdf. Depliant ConvegnoRatioIlaria Borraccino Rassegna stampa:  Corriere della Sera, Edizione Nazionale -13.10.2013Il Giornale, Milano - 12.10.2013L\'Unità, Edizione Nazionale - 12.10.2013La Repubblica, TuttoMilano - 10.10.2013Club Milano - Settembre-Ottobre 2013Panorama - 9.10.2013Altri links

29 Maggio 2013L’Albero dei Bagliori alla Biennale di Venezia

L\' associazione culturale \"L\'Albero dei bagliori\" è stata presente alla Vernice dei giorni 29 30 e 31 maggio, le tre giornate, dedicate agli addetti del settore e ai giornalisti accreditati, hanno anticipato l\'apertura ufficiale della biennale di Venezia. Pubblichiamo di seguito l\'intervento su arte e psicanalisi al \"Palazzo enciclopedico\" a cura di Laura Darsié e Mariapia Bobbioni, in previsione del Convegno Nazionale di Nodi Freudiani \"Il disagio della cultura nella nostra modernità\". W l\'arte! La 55ma Esposizione Internazionale d\'Arte della Biennale di Venezia   ha aperto al grande pubblico il giorno 1° giugno, nei giorni successivi un\' apposita sezione è stata aperta su queste pagine. Testo completo intervento Biennale (PDF)Download

18 Maggio 2012Stanley Kubrick La musica delle ombre

 Uno studio sull\'uomo e il \"suo doppio\" nella cinematografia di Kubrick Stanley Kubrick è uno dei cineasti intorno alla cui opera si è più discusso poiché numerosi sono stati i tentativi di analizzare la sua personalità e di interpretare i contenuti dei suoi lavori cinematografici. Uno dei temi fondamentali del messaggio kubrickiano è quello che gravita intorno all’uomo nella sua continua ricerca di un principio d’individuazione che passa attraverso il dialogo con se stesso, in un confronto continuo con le sue maschere, nell’esplorazione parallela di un “altro da sé” che lo abita profondamente. È infatti il tema dell’Altro a caratterizzare il filo rosso di questa iniziativa, attraverso un percorso che prendendo le mosse dal pensiero filosofico, porti a comprendere meglio l’opera di Kubrick nell’evoluzione storica della sua produzione, aprendosi alla psicologia del profondo e all’utilizzo della musica nei suoi film, nell’affiancamento coerente di quella tecnica cinematografica che si focalizza sulla scelta consapevole di determinate inquadrature di ripresa. La struttura dell’evento, focalizzandosi su uno studio che indaghi l’uomo e il suo doppio, si incentrerà inizialmente su quel significato filosofico di “persona” che già nel Medioevo individuava nella sua origine etimologica il concetto di “maschera”. Così affermava Boezio, a proposito della “maschera” nella recitazione drammaturgica degli antichi greci: «il termine persona si riferisce a quelle maschere che nelle commedie e nelle tragedie rappresentavano i personaggi che vi prendevano parte. “Persona” deriva da per-sonare con la penultima sillaba lunga. Se si ponga un accento acuto sulla terz’ultima, si vedrà chiaramente che il termine deriva da sonus. È per questo motivo che a causa della cavità della maschera, il suono emesso, risulta necessariamente maggiore» . https://youtu.be/psFG4_MkqNI “Persona”, dunque, come risuonare. Un suono, questo, che dice di un luogo in cui mente e corpo vengono a interagire attraverso una maschera. Secondo i latini, infatti, il senso globale del termine “persona” si costituisce a partire dall’idea stessa di maschera, più che da quella di volto o di sembiante: la nozione di un determinato ruolo da giocare nella vita diventa così preminente senza che l’origine corporea del termine venga perduta. La persona viene così a significare ad un tempo il luogo mascherato del corpo, cioè il volto, attraverso cui risuona una “voce altra”. Il tema dell’altro a cui siamo ricondotti a partire dalla maschera nel suo ri-suonare, consente di accedere al tema del doppio così come viene affrontato nella poetica cinematografica e musicale di Kubrick. Operando un percorso a ritroso lungo la sua produzione, non è difficile individuare in Eyes wide shut – considerato una sorta di confessione autobiografica a testimonianza di un atto di autoriflessione poetica del regista – il filo rosso del “doppio” sullo spunto del testo di Arthur Scnitzler “Doppio sogno”, dove il significato di maschera inteso come ombra e doppio dell’uomo emerge così prorompente da essere poi rintracciato e diversamente sviluppato nelle trame dei film ad esso precedenti. Se infatti, ad un primo sguardo, la filmografia di Kubrick risulta estremamente eterogenea dal punto di vista dei registri trattati (le trame, le ambientazioni, le epoche e i personaggi dei suoi film sono fra loro estremamente lontani) d’altro canto è pur vero che, focalizzando l’indagine su un’attenta analisi riguardante il tema del “doppio” – inteso come quel lato nascosto in cui si svela l’ombra dell’uomo – il filo rosso risulta comune. Grazie all’intervento di esperti provenienti da vari campi del sapere a confronto con il cinema di Kubrick, l’evento in oggetto – nell’analisi di alcuni film come Full Metal Jacket, Barry Lyndon, Shining e Eyes wide shut – ha l’intento di affrontare il tema dell’ombra da più punti di vista: un primo sguardo verterà sulla composizione cinematografica dell’immagine, sull’uso dei piani sequenza e sull’utilizzo di “simmetrie” geometriche giocate in una dimensione onirica, nell’esperienza di quella fascinazione dove lo spettatore non riesce più a distinguere il piano del sogno da quello del reale; altri interventi si concentreranno sull’impiego della musica non tanto come colonna sonora di supporto all’immagine, quanto piuttosto come parte integrante della stessa struttura della trama; il tutto poi, verrà inquadrato in un orizzonte che, nell’esplorazione di alcuni fra i film più significativi di Kubrick, si accosterà a quei temi del pensiero e della psiche che delineano il rapporto fra l’uomo e la sua ombra.

7 Maggio 2012Le emozioni della crisi

presso POLOPSICODINAMICHE - via Giotto, 49 - Prato Conferenza della Dott.ssa Laura Darsiè\"Desiderio e felicità al tempo della crisi\" Lezioni, conferenze e dibattiti sulla crisi economica e le sue implicazioni emotive, con l\'intervento di imprenditori, psicologi, dirigenti, e studiosi di economia, di politica professionale, umanisti e artisti. 13 febbraio, 20 marzo, 7 maggio 2012 ore 18.00 PARTECIPAZIONE LIBERA E GRATUITA Ciclo di Conversazioni intorno alla \"crisi\", per esplorare quei legami tra psicologia ed economia, tra politica, cultura e salute, tra professioni e territorio, che emergono e si impongono alla nostra attenzione quando si increspano le abitudini, quando si allenta l\'armonia del quotidiano, quando le certezze si fanno rade e il cambiamento si rende necessario al di qua della trasformazione. Gli appuntamenti con le Emozioni della Crisi ospitano uno scenario eterogeneo di partecipanti, liberamente e diversamente coinvolti nelle questioni contemporanee, in un\'atmosfera semplice, conviviale, di ascolto. Dirigenti pubblici e privati, psicologi e studiosi si confronteranno su tematiche complesse, nel tentativo di aiutarci a comprendere i fenomeni nei quali siamo immersi senza averne comprese le ragioni fino in fondo, ma soprattutto ci condurranno nella riflessione, per aprirci alla strada del cambiamento. Cambiamento e adattamento sono correlati psicologici indissolubili. Esiste però un luogo di confine tra il mondo interno e l\'ambiente, in cui si rende indispensabile lo sguardo della \"cura\", del tempo necessario all\'elaborazione, al ricollocare le emozioni di cui non si conoscono le ragioni e le radici. Un luogo di ferita e di silenzio, verso il quale abbiamo una responsabilità, come conoscitori dell\'anima e come professionisti della clinica e delle organizzazioni. In un mondo in cui viene gridato il disagio, abbiamo pensato di offrire uno spazio sommesso, dedicato alla penombra della Crisi, alle sue emozioni, che ne definiscono il linguaggio attraverso il sentire di ciascuno. Decifrare questo linguaggio, approfondirlo, è come imbattersi in sentieri non ancora mappati, ma non per questo inesistenti: i sentieri della trasformazione. Alla riscoperta di una perduta humanitas, siamo a riconoscerci attori dello scenario simbolico della crisi e delle sue implicazioni: psicologiche, economiche, politiche, professionali, … Irene BattagliniCEO di Polo Psicodinamiche

20 Aprile 2012L’ESILIO DELL’INCONSCIO NELLA NOSTRA MODERNITÀ

IntervengonoLaura Darsié e Giorgio Landoni Proseguono gli incontri del Seminario che si svolgono attraverso conferenze, presentazioni di libri, giornate di studio, convegni. L’intento è quello di promuovere un confronto e un dibattito sui temi cruciali che l’attuale legame sociale, il discorso dominante della nostra modernità, continua a proporci. In particolare sulle questioni poste alla psicanalisi dalla difficoltà nell’assunzione di una posizione etica soggettiva, dalla clinica dei nuovi sintomi, dalle differenti forme assunte dal disagio nella civiltà… Gli incontri si terranno alle ore 21 presso Babadieci (Centro Metis)Corso Buenos Aires 64/D (3° piano) - MILANO